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La produzione di olio nel passato: i ricordi di nonno Giuseppe.

Aggiornamento: 4 ago

In questo articolo vi presenteremo una testimonianza unica riguardante il processo di produzione dell'olio di oliva e il funzionamento dei frantoi oleari antichi. Tale descrizione è stata fornita dal nostro stimato Nonno Giuseppe, che ha vissuto in prima persona questa esperienza. Grazie alla sua memoria vivida e alla sua grande passione per le tradizioni, saremo portati indietro nel tempo, in un'epoca in cui l'estrazione dell'olio d'oliva era considerata un'arte che richiedeva abilità, duro lavoro e pazienza.

Siamo certi che questa testimonianza sarà di grande interesse e utilità per tutti coloro che nutrono una passione per la storia e le antiche tradizioni italiane.

Il processo di produzione dell'olio di oliva nei frantoi antichi descritto da nonno Giuseppe era un lavoro lungo e laborioso.

 rappresentazione di un frantoio antico e le varie fasi della lavorazione dell’olio di oliva. Commissionata a Giovanni Stradano (Jan Van Der Straet) da Luigi Alamanni (1558-1603), nobile ed erudito fiorentino, tra il 1587 e il 1589, questa tavola è incisa e pubblicata da Philip Galle nella raccolta « Nova Reperta ».
 Rappresentazione di un frantoio antico e le varie fasi della lavorazione dell’olio di oliva. Commissionata a Giovanni Stradano (Jan Van Der Straet) da Luigi Alamanni (1558-1603), nobile ed erudito fiorentino, tra il 1587 e il 1589, questa tavola è incisa e pubblicata da Philip Galle nella raccolta « Nova Reperta ».

Innanzitutto, le olive raccolte venivano trasportate in frantoio (”u trappitu”) all’interno di sacchi di canapa. Le olive quindi venivano versate nella fonte della mola olearia di granito e macinate. In questo modo si otteneva la pasta olearia che veniva raccolta e disposta all’interno delle fiscole (dette anche “coffe”), ovvero dischi di fibre vegetali per essere ulteriormente lavorata.

Le fiscole piene di pasta franta veniva impilate le une sopra le altre e poste all'interno di un torchio che permetteva di generare una pressione tale da comprimere e spremere la pasta, così da ottenere un liquido composto da acqua di vegetazione e olio. Il liquido veniva stoccato in tine per diverse ore, in modo da permettere la separazione spontanea tra acqua di vegetazione e olio. L'olio infatti, essendo più leggero, tendeva a salire a galla e veniva raccolto con un boccale e versato in un recipiente di ferro. Successivamente, l'olio veniva travasato in un altro recipiente per eliminare le impurità che erano nel frattempo raccolte sul fondo del primo; ed ecco che l'olio era pronto per essere consumato o venduto.




Lavorazione artigianale delle coffe – circa 1965, frantoio Giunta

La produzione iniziava con la raggiatura, l’intreccio manuale dei fili di cocco che, secondo il racconto di famiglia, arrivavano dall’India fino alla stazione ferroviaria di Avola.

Terminato l’intreccio, la coffa veniva “voltata” e modellata nella tipica forma circolare e concava, adatta ad accogliere la pasta di olive durante la pressatura.




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